Perché un piccolo studio rifiuta uno strumento che potrebbe rendere il lavoro più veloce? È una domanda legittima.
Non si commissiona un’edizione illustrata e materialmente curata per ricevere le parole in modo efficiente. Si commissiona la prova dell’attenzione: la traccia di una persona che ha letto, compreso e preso cento decisioni precise. Togliendo quella persona, l’oggetto perde la promessa per cui è stato acquistato.
C’è poi la provenienza. Il cliente deve sapere chi ha creato un’opera, come e con quali diritti. Gli strumenti generativi rendono incerte queste risposte: dati di addestramento, stile, somiglianza e responsabilità legale. Un oggetto di lusso con autorialità incerta non è un oggetto di lusso.
Non sosteniamo che la difficoltà sia virtuosa in sé. Diciamo che questo valore dipende dal giudizio di una persona competente, capace di rispondere del proprio lavoro.
Lavoriamo più lentamente perché è l’unico modo di produrre l’oggetto promesso. Ogni artista può firmare il proprio contributo, essere accreditato chiaramente e pagato equamente. Anche questo fa parte della commissione.
